DOMENICA 28 MAGGIO ORE 17
“Asti città dei bambini e delle bambine!”
Parco Lungo Borbore
INIZIATIVA RIVOLTA A GENITORI E
BAMBINI, MOMENTI DI CONDIVISIONE
e GIOCHI PER UNA ASTI A MISURA DI BAMBINI

Una comunità misura il suo livello di civiltà e benessere da come è capace a
prendersi cura dei suoi bambini e dei suoi anziani
Riteniamo fondamentale che un capitolo del programma elettorale della lista Rovera Sindaco parli della nostra idea di bambini e di quei luoghi che si chiamano Nidi di Infanzia. Consideriamo il Nido di Infanzia un diritto delle bambine e dei bambini e quindi vogliamo fare in modo che l’accesso a questo diritto sia il più esteso possibile e non limitato da condizioni economiche, sociali o lavorativa dei genitori. Riteniamo necessario un intervento di rimodulazione delle rette, anche in considerazione degli interventi finanziari previsti dalla legislazione nazionale, che non penalizzino quelle famiglie già provate dalla mancanza di lavoro o reddito. In particolare riteniamo debba essere modificata la normativa attualmente in vigore in modo da prevedere una riduzione della retta mensile legata alle assenze dei bimbi per malattie non brevi, alle chiusure per vacanze durante l’anno scolastico e nel caso di frequenza di più figli in strutture educative comunali (mense, ecc.). Inoltre crediamo superato e anacronistico il sistema di prenotazione a pagamento del
posto nei nidi. Nella nostra concezione del sistema educativo nessuna bambina o bambino deve essere escluso o emarginato. È quindi indispensabile stipulare una convenzione con il servizio di Neuropsichiatria Infantile dell’ASL per garantire interventi sui bambini disabili non sporadici o lasciati alla buona volontà o sensibilità degli operatori. Infine consideriamo fondamentale che sia
incentivata una partecipazione non formale e burocratica dei genitori alla vita dei nidi attraverso le forme che operatori e genitori stessi riterranno più idonee alla vita sociale, didattica ed educativa del Nido stesso.
Un esempio: l’Asilo nel bosco, un laboratorio permanente di educazione ambientale. Perché “non esiste il brutto tempo, ma solo i vestiti sbagliati”. Questa tipologia di ente educativo della prima infanzia è nata in Danimarca ormai più di mezzo secolo fa ed esiste in molti paesi, soprattutto quelli nordici. La sua principale peculiarità è lo svolgimento delle attività nel contesto naturale nella consapevolezza e fiducia che la natura è l’ambiente di vita, di gioco, di crescita migliore e più salutare per i bambini. Nel 2013 in Italia ce n’era solo uno, ora sono una quarantina.
Non essendo vietato sognare ci piace pensare che troveremo tempo, spazio e
fondi per sperimentare anche nella nostra città questo modello educativo.
