Nostalgia degli Umarell e la sudditanza degli Enti Locali alla grande distribuzione

C’era una volta il “controllo partecipato” dei lavori, quello dei vecchietti, in Lockdown, non era incisivo ma scomparsi gli Umarell, anche gli Enti locali latitano?
Andiamo oltre il problema del cancello della Chiesa Evangelica, un tempo si affacciava su un campo, attendeva la realizzazione della strada, ma in fase di realizzazione della strada non se ne è tenuto conto. In fondo il piano della strada, pensato era così alto rispetto a quello realizzato, chissà come era in fase progettuale.
Ciò che si vede percorrendo quella strada è una strada in discesa, molto più alta dei terreni intorno, il supermercato si eleva a moderna cattedrale, nuova chiesa. Della chiesa ha l’attrarre i cittadini in un rito quello del consumo che ci pervade, ha anche la solidarietà verso la collettività. Perchè gli oneri di urbanizzazione diventano lavori pubblici, nuova viabilità. E in fondo pure mobilità sostenibile e così se la strada è sopraelevata di molto, beh la pista ciclabile è molto più bassa, all’altezza dei cittadini, o quasi….E’ a meno impatto? Piena di cemento, meno alta, come per dire la pista ciclabile è meno arrogante….E così la prima pista ciclopedonale del post covid, nasce nel peggiore dei modi. In tutta Europa si fanno a basso impatto, con la sola segnaletica orizzontale e verticale, senza sovrastrutture e muri in cemento.Quasi, perchè i muretti delle case, comunque pian piano scompaiono, interrati sovrastati dalla “transizione ecologica” del ciclabile, l’orto (sprazzo verde che resiste), si infossa…il cancello (uno dei cancelli) della Chiesa è sovrastato.Allora ci si chiede, come era prima il campo, un po’ più alto, ma quasi al piano dei cortili, tanto in pendenza, pare di no…Qual’è la morale e la considerazione su tutto questo tema? Chi ha realizzato i lavori, quali considerazioni, attenzioni ha avuto per ciò che era già esistente. Quale considerazione ha un Comune rispetto all’atterraggio, lavori, urbanizzazione sul territorio. E’ diversa nel caso si tratti di multinazionali, è diverso se è un supermercato di un gruppo importante o nel caso di un cittadino, di una piccola realtà imprenditoriale?Peccato non avere avuto in tempo di lockdown a monitorare i cantieri quei pensionati, gli Umarell, che potevano riindirizzarli-magari notavano il poco buon senso, segnalarlo prima, ci vien da dire in modo ironico.A percorrere quella strada, tra muretti, rialzi, impatto, transizioni ecologiche dubbie di piste ciclabili cementificate, farlo a posteriori fa davvero arrabbiare.Ciò che fa davvero indignare è la sudditanza degli Enti locali a questi grandi gruppi commerciali.E parliamo di transizione ecologica, forse siamo ancora nella fase di transazione ecologica, con nuovi posti di rito, strapotere e tanto cemento, certo la bruttezza non fa bene alla città. La bellezza la stiamo barattando in assenza di visione, nel replicare grande distribuzione e in cambio di cemento e asfalto.
AMBIENTE ASTI
