C’è un’aria…

Parafrasando Gaber e la sua canzone ” C’è un’aria”, potremmo dire che ad Asti c’è un’aria che manca l’aria… Eppure la foto dell’ex Assessore Berzano e del Sindaco con  i “semafori antismog” all’ingresso della città sembravano più poetiche della triste realtà dell’Aria astigiana.


I “semafori antismog” certo sono utili per rendere maggiormente tempestive le comunicazioni alla cittadinanza (in realtà agli automobilisti in ingresso) sul grado di inquinamento dell’aria eppure oltre alla novità della segnalazione dello stato dell’inquinamento a chi entra in città, sullo stato dell’aria in questo dicembre ha fatto più rumore il silenzio assordante rispetto ai dati emergenziali.

Nonostante il sistema di allerta con cui il Sindaco ci avverte delle Casette di Babbo Natale e di tutte le novità in città, oltre che delle problematiche meteo, sulla qualità dell’aria e di misure adeguate per i cittadini per tutelare la salute “tace il telefono”. Forse perchè avrebbe dovuto raccontare agli astigiani un’amara realtà: lo stato in cui versa l’aria.

I dati sulla qualità dell’aria

In estrema sintesi i dati rilevati dalle stazioni ARPA nel corso del 2021 sono questi:
al 20/12/2021 gli sforamenti registrati dalla centralina Baussano sono 52;
al 31/12/2021 gli sforamenti registrati dalla centralina D’Acquisto sono 45.
Ricordiamoci che negli ultimi anni la città di Asti si è posizionata tra le peggiori in Italia come qualità dell’aria con sforamenti che superavano i 35 consentiti e che nel 2020 la media annuale era di 30 
μg/m3, piazzandosi tra le peggiori città italiane.
La norma nazionale dice che non si possono sforare i limiti stabiliti dal D.Lgs. 155/2010 per il PM10 (che prevede un Valore Limite giornaliero per la protezione della salute umana di 50 μg/m3) più di 35 volte all’anno.
Dal 14 al 19 dicembre entrambe le stazioni hanno registrato superamenti giornalieri consecutivi oltre la soglia di 75 μg/m3.

Il PM10, dove PM sta per Materiale Particolato e 10 è il diametro di filtraggio in μm, è costituito in gran parte da PM1 e PM 2.5 e provoca danni al sistema respiratorio e cardiocircolatorio, inoltre sono diversi gli studi che mettono in luce come associato all’infezione da COVID, le persone sottoposte a tali livelli di inquinamento siano più fragili.

Riteniamo che il semplice utilizzo dei semafori, che segnalano agli automobilisti la possibilità di circolare, i varchi di accesso, i divieti a seconda del livello di inquinamento non bastino.
Le associazioni ambientaliste attraverso Altritasti hanno dichiarato: “crediamo sarebbe stato opportuno anche portare a conoscenza di tutta la cittadinanza questi dati, in tutta la loro gravità, e chiedere a tutte e tutti di allarmarsi e di contenere al massimo l’utilizzo dei veicoli privati. Non è stato fatto.”

Riteniamo inoltre che in 4 anni e mezzo di governo della città ben poco, a parte gli annunci, sia stato fatto per ridurre l’inquinamento atmosferico.

I semafori sono dovuti alle nuove misure introdotte dalla Regione. Ma chi vigila sugli accessi in città dei veicoli inquinanti? Davvero tutti i cittadini erano informati sugli sforamenti raggiunti e soprattutto su quelli consecutivi?

Quali politiche sono state attuate sulla pedonalizzazione, sull’efficientamento energetico, su una mobilità alternativa?

Davvero la città in termini di mobilità, allargamento delle zone pedonali, abbattimento delle polveri, zone autofree è migliorata? O Asti è rimasta uguale a se stessa, nonostante le due procedure di infrazione comminate dall’Europa all’Italia e alle regole che ci impongono un incremento di zona pedonale e a traffico limitato.

Continuiamo a essere il fanalino di coda in termini di politiche ecologiche: nella sfida della transizione ecologica scivola al 68° posto, perdendo 4 posizioni rispetto al 2020, 8 rispetto al 2019. Lo dice il rapporto annuale «Ecosistema urbano» di Legambiente e Ambiente Italia con Il sole 24 ore.

Sulle piste ciclabili da segnalare che nel dossier CovidLanes (www.legambiente.it/comunicati-stampa/gli-effetti-del-covid-sulla-mobilita-sostenibile-nel-dossier-di-legambiente) che segnalava le nuove realizzazioni nel 2019 e 20, Asti rimase al palo e che quindi anche se annunciate nuove piste ciclabili mentre le altre città salivano come km di piste, Asti rimaneva al 42esimo posto. Ma Asti si piazza malissimo in quasi tutte le classifiche ambientali è al 58esimo posto come alberi in area di proprietà pubblica, all’80esimo posto come aree pedonali, al 91esimo posto come offerta di trasporto pubblico,al 73esimo posto come tasso di motorizzazione.

Tutte queste considerazioni e queste domande Ambiente Asti le pone da anni, ma vista la situazione emergenziale e l’immobilità dell’amministrazione attraverso un’interrogazione urgente rivolta a Sindaco e assessore all’ambiente ( al nuovo assessore all’ambiente).

AMBIENTE ASTI

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mariomalandrone

Mario Malandrone: Sono insegnante e laureato in fisica, intendo la politica non come "mestiere", ma come servizio agli ultimi e ai cittadini! Nasco a Località Canova una delle frazioni spesso dimenticate di Asti, cresco nel quartiere Torretta e per anni mi impegno nella Parrocchia della Torretta dove per anni sono animatore anche di gruppi informali di giovani e dove lavoro "lasciandoci il cuore" per 12 anni con i bimbi del Doposcuola del quartiere e dove fondo insieme a amici una associazione di solidarietà che si occupava di nuovi stili di vita e di solidarietà con progetti in Brasile. Sono stato Obiettore di coscienza presso la Caritas, nel 2001 e ho coordinato la Rete Contro il G8 e poi per molti anni sono stato uno dei portavoce di Asti Social Forum.Ho coordinatoto la rete per il diritto di voto dei Migranti e mi sono occupato di Commercio Equo, nuovi stili di Vita, Beni Comuni. Nel 2002 entrai a far parte dello staff dell'allora assessorato alle politiche giovanili. Sono pacifista, uno degli esponenti del movimento pacifista Astigiano e a livello nazionale ho partecipato a molti coordinamenti contro le Basi Militari e per il Disarmo. Sono uno degli animatori del movimento contro la Tangenziale Sud Ovest e mi sono occupato di innumerevoli iniziative sul consumo di suolo (dalla Variante 19, ai Parchi Cittadini) e di aiutare la partecipazione dei cittadini nei comitati nati nei quartieri. Dal 2001 sono volontario dell'associazione Coordinamento Asti Est, che lotta per il diritto alla Casa. Le mie figure di riferimento e di stimolo sono Alex Zanotelli, Don Milani, Don Andrea Gallo, Rino Gaetano e Roberto Vecchioni credo nella democrazia diretta e nel dar voce alla cittadinanza (spesso inascoltata) e questo è l'impegno in cui maggiormente lavorerò! 3483625288 mariomalandrone72@libero.it

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