Ambiente Asti

Lista civica per Asti ed il suo territorio

È tempo di elezioni ad Asti, a breve si sceglierà quale sindaco, e con quale maggioranza, la città dovrà essere governata. Ci siamo messi in gioco giusto la scorsa tornata di votazioni: con un nostro simbolo (Ambiente Asti), una nostra lista, un nostro candidato, il giornalista Beppe Rovera, una vita in Rai a indagare di ambiente e nuovi modelli di sviluppo compatibili con i cambiamenti climatici in atto.

L’obiettivo raggiunto

Avevamo inseguito il progetto di un fronte unico progressista da opporre all’esercito (oltre 300 candidati sparsi in liste a sostegno di Maurizio Rasero) della destra. Non ci riuscimmo per un pelo, per via delle antiche diffidenze e ruggini tra espressioni della sinistra; ma il cammino intrapreso ha portato adesso all’obiettivo raggiunto di una alleanza ampia, un programma di politiche condivise, un solo candidato alla carica di Primo cittadino.

La scelta di Crivelli

Sarà l’infettivologo Paolo Crivelli a correre per guidare la prossima amministrazione civica, già in prima linea al Cardinal Massaia nella tremenda battaglia al Covid, una vita da medico spesa al servizio degli altri, anche con lunghe permanenze nei Paesi dimenticati del pianeta, la passione per l’impegno politico manifestata sin da quando in passato sedeva nei banchi del Consiglio comunale. Una figura aderente alla realtà locale, un buon conoscitore dei problemi del centro e delle periferie, dei bisogni dei cittadini, appassionato della storia e delle tradizioni di una comunità che non può più contare sulle fabbriche e il loro indotto, ma riscopre le proprie bellezze artistiche e monumentali, il contesto naturale diventato patrimonio Unesco, il ruolo di cerniera nella geografia del futuro asse di sviluppo economico del nord Italia.

Le nostre battaglie

Noi di Ambiente Asti abbiamo mantenuto la barra dritta in tutta la gestione del sindaco uscente di centro destra, Maurizio Rasero. Combattendo, contrastando, controllando, proponendo alternative rispetto a scelte che a noi parevano inadeguate se non nocive, approvando se invece se ne presentavano le condizioni. Fermi, rigorosi, indipendenti. Mario Malandrone, subentrato a metà legislatura a Rovera come da prevista turnazione, ha sparato le ultime cartucce da oppositore ancora nei giorni scorsi, prendendo posizione contro il ritorno ai cassonetti dei rifiuti e l’ abbandono del sistema di raccolta porta a porta che negli anni aveva qualificato Asti come città vurtuosa.

Agli inizi c’erano state le battaglie sul sostegno ai disabili cui la giunta di centrodestra toglieva come primo atto l’assegno mensile per una vita autonoma; così come sull’Agrivillage, sulla Coop al posto dell’Oasi dell’Immacolata, sul Motocross nella suggestione di Valmanera, sulla cessione del settore cultura e musei alla gestione da parte della Fondazione Cassa di Risparmio, sull’annessione ad Alba per la sviluppo e la promozione del territorio, sulle nuove scuole che si sarebbero volute in via Rosa e le ristrutturazioni degli altri edifici gravemente inadeguati, sull’inutile scorciatoia delle centraline mangiasmog poi infatti rimosse, sulle inefficaci misure per fronteggiare l’emergenza dei campi nomadi, sulle fantasiose trovate per annunciare a ritmo costante nuove iniziative, sul ricorso diventato ossessivo al volontariato per fronteggiare situazioni di disagio sociale che avrebbero richiesto invece investimenti seri e politiche concrete. Un elenco che può continuare per pagine e pagine, tante sono le interrogazioni e istanze da noi presentate z nome del nostri elettori nelle sedute in Consiglio; con risposte peraltro mai puntuali, rimandate di settimane se non mesi interi.

Una stagione da oppositori

Certo, la pandemia ha intralciato a lungo la vita amministrativa e dunque la nostra opera di opposizione. E se c’è stato chi ha saputo approfittare dell’occasione per ritagliarsi un ruolo di comunicatore/salvatore degli astigiani con spot quotidiani via Facebook (Rasero), a noi, come al resto della minoranza, è toccato di trovarsi collocato in penombra, tenuto all’oscuro sino all’ultimo minuto circa le scelte operative del Municipio. Del resto tutta la gestione del sindaco uscente è stata improntata all’umiliazione della minoranza: disinteresse manifesto verso gli interventi dell’opposizione, ostentata sicurezza della tenuta della maggioranza, ricerca ostinata del consenso mediatico facile, tracotanza nelle decisioni, insensibilità verso qualunque sollecitazione alla condivisione e compartecipazione degli atti politico amministrativi.

Le promesse tradite

Aspettiamo notizie sul destino dei contenitori vuoti; agli annunci sulle soluzioni individuate per l’ex ospedale non sono seguiti fatti,  come da consolidato copione ormai. Aspettiamo di vedere un vero piano della viabilità (piazza Alfieri in parte pedonalizzata ha finito per intensificare ancor più il transito in ogni senso dei veicoli privati), una politica di rilancio del morto centro storico, un contrasto al proliferare del centri commerciali, una strategia per bonificare finalmente l’area ex Way Assauto e San Fedele, per riutilizzare degnamente Maternità, Enofila, ecc.
Cinque anni di giunta Rasero e Asti si ritrova punto e a capo. A Natale i manifesti giganteschi annunciavano che l’attuale amministrazione farà cose strabilianti nei prossimi mesi; giusto nell’imminenza delle elezioni,  come in tutte le tornate di votazioni quando si tratta di racimolare alla svelta più voti possibili. A gente di bocca buona può capitare di lasciarsi sedurre e cadere nel tranello, pur se ultra stantio.

L’ora della svolta

Il nostro sostegno convinto al dottor Paolo Crivelli sta a dimostrare che crediamo in una svolta, in una politica che non bada solo a distribuire premi in cambio di voti, che ha una visione, una proposta di governo, una squadra competente, una dedizione sincera.


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