“Corso Alfieri deve ritrovare nuovamente le forze e le capacità di irrorare il centro, le vie laterali e tutti i quartieri ad esso adiacenti: noi mettiamo a disposizione competenze, voglia di fare e capacità di ascolto, come oggi abbiamo dimostrato di fare e continueremo a fare”

“La strada” : tutto inizia da lì e le metafore letterarie, artistiche diventano innumerevoli, dai titoli dei romanzi di Soyinka, Kerouak ai film e alla canzone popolare.
“Il Cammino” è poi metafora di vita di Paolo Crivelli, perché di strade per volontariato e lavoro verso i posti più difficili ne ha percorse tante.
Sono decine le persone che lo aspettano di fronte al Battistero di San Pietro, per iniziare questo cammino con lui, la strada in questo caso è la strada per eccellenza di Asti, la via Maestra, Paolo insieme ai Consiglieri Comunali percorrerà Corso Alfieri incontrando cittadini e commercianti.
La strada è ricca di contraddizioni, lo sanno bene i viaggiatori, lo sa bene Paolo.
Il passo di Paolo è deciso e veloce e spesso spiazza gli stessi consiglieri che lo accompagnano, passo di chi non ha paura di andare incontro alle contraddizioni e di chi si sa fermare ad ascoltare.
Dal Battistero, la “cenerentola ” dei musei
Si parte dal Battistero, la “cenerentola” dei musei, chiuso, al quale si accede solo dopo il passaggio a circa 1 km dalla biglietteria del mazzetti.
L’asse Piazza San Pietro, Piazza Alfieri conserva negozi, attività commerciali di pregio, quelle realtà che hanno saputo tipicizzarsi e dare servizi e resistere alla crisi, ma sono tante le attività chiusi, negozietti, la galleria Argenta, l’Ex Upim.
L’Università e l’ex ospedale
Un beneficio arriva dalll‘Università, ma il buco nero dell’ ex ospedale chiuso arriva fino a qui.
Resistono librerie che fanno cultura, negozi di alimentari tipiche di eccellenza.
Una pausa è dedicata al Polo Universitario, che per Crivelli deve essere una vera cittadella della conoscenza, ma che comunque presenta edifici in stato grave di abbandono, in particolare la Palazzina comando.
Le parole dei commercianti: degrado e sogni in via Maestra
A ogni ingresso nei negozi Paolo ascolta, come si fa in un viaggio rispettoso e le parole dei commercianti sono sempre le stesse : l’illuminazione di Corso Alfieri (sicurezza), la cura della città, dallo stato dei marciapiedi alla pulizia delle strade, il decoro urbano.
Vi sono poi le paure per la concorrenza dei grandi centri commerciali , del commercio online.
Natale qui non è arrivato, i mercatini di Natale hanno penalizzato una parte della città.
“Perché non sono stati spalmati su tutto corso Alfieri?” è una domanda ricorrente.
L’immagine che se ne trae è di un Corso Alfieri diviso in due.
Non ci addentriamo verso l’ex ospedale, Paolo ha appena spedito un comunicato in cui denuncia l’incapacità di attuare un piano e il totale stato di abbandono in cui versa uno degli edifici più importanti della città.
Corso Alfieri è paragonabile all’aorta, l’arteria principale che origina dal cuore e trasporta sangue ossigenato e nutrimento a tutti gli organi del corpo. Se tratti dell’aorta risultano compromessi, alcune parti del corpo rischiano una sofferenza.
Crivelli incrocia i passanti, si ferma a parlare, riceve il testimone sulle problematiche e si sofferma con i giornalisti: Corso Alfieri è paragonabile all’aorta, l’arteria principale che origina dal cuore e trasporta sangue ossigenato e nutrimento a tutti gli organi del corpo. Se tratti dell’aorta risultano compromessi, alcune parti del corpo rischiano una sofferenza. Corso Alfieri deve ritrovare nuovamente le forze e le capacità di irrorare il centro, le vie laterali e tutti i quartieri ad esso adiacenti: “noi mettiamo a disposizione competenze, voglia di fare e capacità di ascolto, come oggi abbiamo dimostrato di fare e continueremo a fare”
Alle spalle la zona dimenticata di Corso Alfieri, Crivelli spiega il perchè la sua strada comincia da qui: “Abbiamo iniziato da questa zona i nostri incontri – ci ha spiegato Crivelli – perché è il cuore della città ed è una delle aree più trascurate. Noi vogliamo venire incontro alle esigenze dei residenti e commercianti e porre rimedio a questo evidente degrado”.
La via Maestra, corso Alfieri, è divisa in due
La Via Maestra divisa in due: una con il passeggio, l’altra desertificata, una con manifestazioni, l’altra senza, una con auto l’altra senza. Non è semplice parlare di pedonalizzazione a chi già sopporta la crisi. È chiaro però che il passeggio, gli acquisti e la vita scorra in quella pedonale.
Il passo del Candidato Sindaco è veloce, si ferma a salutare, riceve incoraggiamenti da associazioni, si ferma a ascoltare artisti di strada e si sofferma a lungo nei negozi, nei bar che sono anche importanti luoghi di aggregazione.
Negozi e grande disribuzione
Che cultura, vivibilità di un tratto di Corso Alfieri e capacità del commercio di resistere ai colossi online e alla grande distribuzione siano importanti per la vita del centro storico, lo testimonia l’appassionato “grido” e “denuncia” sulle cedole librarie che il Comune deve ancora versare ai librai, decine di migliaia di euro, i Consiglieri presenti si impegnano a denunciare la situazione con un’interpellanza.
La zona museale: è essenziale rilanciare la cultura
Si arriva alla zona museale e si passa di fronte all’Israt, Crivelli annuncia che le realtà di ricerca della città, chi fa cultura non sarà più oggetto di tagli, ma di rilancio.
La zona pedonale alle spalle, siamo ancora nel quartiere dei nobili, si supera Casa Alfieri e le serrande cominciano a ritrovarsi chiuse.
È buio, è stato un pomeriggio intenso, di passi veloci e ascolto.

I negozi devono tornare a aprire, qualche commerciante dice che almeno andrebbero abbelliti i negozi sfitti, come seganale contro il degrado.
Paolo Crivelli è “on the road”, col suo passo deciso e la sua capacità di ascolto, con voci, denunce, frasi annotate a mente e con la convinzione che questa bellissima arteria possa essere reirrorata, curata e guarita così come tutte le vie che si innestano su essa.
Come diceva Gaber: “C’è solo la strada, C’è solo la voglia e il bisogno di uscire di esporsi nella strada nella piazza.”
