Lo abbiamo analizzato insieme, come ambiente Asti, questo bilancio che vorrebbe disegnare lo sviluppo della città e dei suoi dintorni da qui al 2020. Abbiamo passato in rassegna schede, piano delle alienazioni e delle valorizzazioni, degli investimenti ed opere pubbliche, confrontato cifre…

E ci siamo fatti l’opinione che, al di là dello sforzo di far quadrare i conti attingendo da casse sempre meno pingui, non si tratteggi una vera politica di futuro, non si delinei una strategia visionaria, di consolidamento economico, ma anche di progettazione e proiezione a fronte di un bisogno ormai irrimandabile di ripresa a tutto campo: per dare occupazione, attrarre imprenditoria, definire finalmente la vocazione di un territorio che è cerniera tra turismo e viticoltura di qualità, perno nei collegamenti soprattutto merci tra il retro porto di Genova e l’Europa del nord, punto di attrazione per le risorse naturalistiche, artistiche, architettoniche.
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