Un forum per Asti Futura

Perchè un forum X Asti?


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Perchè crediamo ci sia voglia di partecipazione ad ASTI! Perchè crediamo che dal confronto, dal dialogo possa nascere una visione di città! Perchè crediamo la politica sia una cosa seria e serva prepararsi, approfondire.
Il 30 novembre Ambiente Asti promuove un Forum sul Futuro della città.
L’incontro si terrà al Foyer delle Famiglie di Via Milliavacca, alle 20.30.
” Abbiamo l’idea di una politica di servizio e quindi mettiamo a disposizione dei cittadini, delle cittadine, delle forze sociali e politiche occasioni di confronto e dibattito.”
Il 30 novembre sono invitati cittadine e cittadini a raccontare e proporre quale città vorrebbero.

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Il verde “obliquo” in Piazza Castigliano

Ci chiamiamo “Ambiente Asti” e spesso in maggioranza ci hanno scambiati per esperti di giardini, ma noi ci occupiamo di diritti, sociale, partecipazione della cittadinanza, scuola, lavoro e futuro e visione della città.

Perchè consideriamo una città un tessuto ecologico connesso, un ambiente da valorizzare e dove vincere il degrado.
Quando però un intervento è poco sensato, è chiaro che i cittadini ci interpellino.

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Dopo la lettera dei Volontari di Viatosto e Valmanera, la minoranza interroga la giunta

Al sindaco e assessori competenti
Interrogazione urgente :“Viatosto, Valmanera, dopo la lettera dei cittadini quali azioni sono state intraprese?”
Premesso che
● a luglio 2021 ricevevamo in copia una lettera dei volontari del territorio di Viatosto e Valmanera
● per correttezza, come minoranza abbiamo potuto interloquire con i cittadini, ma ci è sembrato giusto aspettare almeno 60 giorni per verificare se l’Amministrazione ha dato seguito a azioni relative alle problematiche da loro segnalate

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Bosco dei Partigiani, la palla passa al Comune

Parafrasando l’articolo uscito su La Nuova Provincia “LA Palla passa al Comune”, notiamo che le prime azioni di gioco dell’assessore appaiono confuse, il rischio è che in un gioco di melina prima o poi in contropiede vinca il degrado.Ci complimentiamo con Comitato e associazioni che tentano di far rivivere il Parco, ma per risolvere i problemi la “palla” dovrebbe essere gestitaun po’ meglio dal Comune,  qui ci pare manchino i fondamentali. E per risolvere i problemi del Bosco dei Partigiani il Comune è essenziale.Le risposte dell’assessore Morra  alle domande sulla situazione del Bosco dei Partigiani, date in assemblea e successivamente su  La nuova Provincia  come già in precedenza, lasciano molto a desiderare, è un ripetersi di luoghi comuni e di scarsa conoscenza delterritorio, insomma la palla passa alla Morra, ma la stoppa male o la liscia.

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La crisi della Casa di Riposo Città di Asti

Cosa è una IPAB, cosa è la IPAB Casa di Riposo Città di Asti e cosa dovrebbe essere?

Intanto ritorniamo ai fondamentali ed ai bisogni dei cittadini.

Le Ipab sono strutture pubbliche aventi lo scopo di «soccorrere le classi meno agiate, tanto in istato di sanità che di malattia, di prestare loro assistenza, educarle, istruirle ed avviarle a qualche professione, arte o mestiere». Legge 6972/1890.

Non crediamo che oggi la situazione sia migliorata rispetto al 1890, anzi, dopo un bel periodo durante il quale i nostri nonni potevano pagare le rette delle Case di Riposo con la loro pensione, magari aiutandosi con gli interessi dei buoni del tesoro, allora redditizi, oggi, sono i figli e i nipoti che integrano le rette dei nonni, con i loro già miseri stipendi.

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Ancora tu? La TSO (Tangenziale Sud Ovest….)

Il progetto della vecchia TSO, ormai accantonato e bocciato a Roma

Ambiente Asti è al fianco di chi si è battuto per evitare consumo di suolo agricolo, lo snaturamento di un quartiere residenziale come quello di Bellavista, la cementificazione delle unici ingressi ancora paesaggisticamente interessanti della città : Vallarone e Corso Alba. Di Tangenziale Sud Ovest si parla da anni e con circa le stesse motivazioni.Anni 70/80 si voleva realizzare una strada a raso, ma poi giunse il quartiere e la strada a raso si abbandonò.Se ne tornò a parlare con l’arrivo della Asti Cuneo, l’idea era che la Asti Cuneo finisse a ovest.

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PNRR all’Astigiana…

UNA ULTERIORE OCCASIONE PERSA ?
La politica nazionale e dei due ultimi governi ha trovato Asti e l’intera provincia impreparati anche solo a rispondere alle sfide che i tempi impongono. Anzi, il PRR, che usa i fondi europei per rispondere in modo fattivo all’attacco pandemico ha messo a nudo  i ritardi, le ineguatezze e l’abbandono del territorio vero da parte delle istituzioni così come sono governate con supponenza.
Infatti la vicenda ingolfata di dotarsi di un Piano di Sviluppo di corsa per Asti e Provincia denota nel metodo e nel merito che nulla è cambiato nella testa di chi vuole comandare ad Asti.
Nel metodo : anomalo che un Sindaco proveniente da una Banca decida, insieme al presidente della Fondazione, azionista di maggioranza della banca stessa di avviare di corsa un Piano di Sviluppo coinvolgendo l’università di cui è anche presidente del Cda. Poi però si rivolgono ad un professionista esterno…

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L’ordine del giorno sul Verde dimenticato…

Tavolo tecnico per il piano e il regolamento del verde di Asti, c’è un odg della minoranza frutto di lavoro con tecnici e associazioni.

Perchè il Sindaco non riesce a dire grazie?
Molto felici, abbiamo presentato almeno 8/10 interrogazioni, un ordine del giorno (proposta) con progetto integrale, a ogni bilancio abbiamo chiesto e fatto proposte in tal senso Prima le ha fatte il nostro candidato sindaco e consigliere Beppe Rovera e poi Mario Malandrone (quando gli è subentrato), nel suo intervento la consigliera Bosia che lasciò il posto a Malandrone spiegò nei dettagli proposte in tal senso di cosa fare sul verde ad ASTI. In questi casi ci si aspetta che un Sindaco dica che dalla minoranza sono arrivate richieste e proposte….oppure il galateo politico è scomparso? O può valere solo in casi di possibili alleanze future?

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No alla soppressione delle linee ferroviarie secondarie, si alla mobilità sostenibile

No alla soppressione definitiva delle linee ferroviarie piemontesi minori e alla loro sostituzione con piste ciclabili. La bicicletta non può sostituire il trasporto ferroviario. È e deve rimanere un elemento cardine in un quadro di mobilità sostenibile, ma in un’ottica di intermodalità, non certo di contrapposizione

È dei giorni scorsi la notizia che alcune amministrazioni comunali interessate da tratti di ferrovie sospese in Piemonte, ne chiedono la “trasformazione” in piste ciclabili con l’approvazione di delibere ad hoc in accoglimento di stimoli e bandi di gara che giungono dall’amministrazione regionale che sembra dimostrare un’avversità ideologica al trasporto su ferro.  .

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