INTEGRAZIONE ED INTERCULTURA: Asti è multiculturale cogliamo questa risorsa

INTEGRAZIONE ED INTERCULTURA: Asti è multiculturale cogliamo questa risorsa

Gli stranieri residenti ad Asti al 1° gennaio 2021 sono 9.269 e rappresentano il 12,5% della popolazione. Questo importante segmento deve essere maggiormente coinvolto, soprattutto emotivamente, nella gestione e sviluppo di questa città. Traendo ispirazione dai principali articoli alla base del Trattato sull’Unione Europea (TU) e del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea (TFU) 1, Ambiente Asti si propone come promotore di un programma di cambiamento mirante ad implementare una più efficace strategia di collaborazione ed interscambio tra le principali comunità locali e le istituzioni.

L’importanza di sviluppare una strategia di lungo termine focalizzata sull’integrazione, mutuo apprendimento, rispetto e prosperità condivisa emerge ancora più chiaramente se si analizzano i valori relativi alle fasce di età comprese tra i 5 e 24 anni. Scendendo più nel dettaglio, circa il 18 % dei 13.245 giovani astigiani appartenenti al gruppo di riferimento è di origine straniera; il dato ovviamente non considera eventuali figli nati da coppie miste e, quindi, con cittadinanza italiana o che hanno ormai cittadinanza italiana. Interpretando questa informazione, si può indiscutibilmente constatare quanto sia diventato ormai necessario valorizzare maggiormente l’interscambio culturale sin dalla prima istruzione. I temi su cui vogliamo agire sono l’educazione, amministrazione, sport, turismo e commercio. Il “terzo settore” (Volontariato, Odv, Cooperazione), in particolare, ha saputo gestire in alcuni casi in modo ammirevole esperienze di accoglienza/assistenza. Occorre quindi prendere spunto da queste realtà in modo da gestire efficientemente i futuri percorsi di integrazione ed orientamento al lavoro.

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Perchè dire Gatto se non ce l’hai nel Sacco – Leggesi “Pinqua”

Perchè dire “Pinqua” se ……

L’Amministrazione Comunale ha annunciato a luglio la certezza del bando Pinqua e di 23 milioni su zona Enofila, via Dogliotti e zona Praia Via Ungaretti.
Dentro il progetto c’era edilizia popolare e scuole.
Asti si collocò 220° e 227° in graduatoria.


L’amministrazione annunciava, dando speranze all’abitare (case popolari, dormitori, riqualificazione, telecamere e piste ciclabili) , dava speranze a spazi decadenti come la zona Ex Enofila e a scuole di poter progettare in futuro non con problemi di spazio (Piazza Leonardo da Vinci).
Il Progetto è finito nei non finanziati per carenza di fondi, per la posizione in classifica.
Alle nostre numerose domande su Pinqua nessuna risposta nei Consigli Comunali passati, Pinqua è sparito dal radar, ma che fine farà, che certezze per le realtà coinvolte?
Perchè annunciare senza la certezza del finanziamento.
Ci si è abituati all’annuncio, all’uscita sui giornali, in annunci messianici di sindaco e Giunta, forse per loro aiutano a vivere meglio e ad avere speranza nel futuro, ma basta passare davanti al Trovamici chiuso coi giochini abbandonati, agli scheletri dei palazzi popolari ATC di Via Ungaretti, alla parte fatiscente dello Spazio Vinci, che contrasta con la parte tecnologicamente avanzata della scuola, basta fare un giro nei due quartieri e gli annunci di luglio non bastano.
Ora chiediamo certezze per quelle problematiche inevase.

Mario Malandrone Ambiente Asti

I giochi abbandonati

A volte basta un dettaglio a distruggere la poesia: passeggiando per via Vigna sul lato destro si incontra il Trovamici, chiuso da due anni con ilsuo giardino ancora arredato di giochi per bambini.
E’ un luogo che molti educatori, genitori, maestre hanno vissuto, dove si sono svolti tanti progetti educativi all’avanguardia, ma l’Amministrazione ha deciso che la struttura, non più a norma, dovesse essere chiusa. Anche il giardino oggi non serve più a nessuno e i suoi giochi abbandonati, lasciati alle intemperie e al degrado ne sono il simbolo. Questo materiale potrebbe essere messo a disposizione di altri asili nido e scuole dell’infanzia, risparmiando il vergognoso spettacolo di abbandono e trascuratezza che rivela lo spreco dei soldi pubblici.

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