Nel Consiglio Comunale del 10 marzo, si è discusso di Pinqua.
Nella risposta data dall’amministrazione si è ripercorsa la vicenda dei due progetti sulla qualità dell’abitare. Prima finanziabili, poi successivamente messi nei progetti accettati e non finanziati.
L’amministrazione ci ha spiegato ciò che già dicevamo, che erano stati annunciati interventi, che per ora non saranno finanziati.
L’Amministrazione Comunale ha annunciato a luglio la certezza del bando Pinqua e di 23 milioni su zona Enofila, via Dogliotti e zona Praia Via Ungaretti. Dentro il progetto c’era edilizia popolare e scuole. Asti si collocò 220° e 227° in graduatoria.
L’amministrazione annunciava, dando speranze all’abitare (case popolari, dormitori, riqualificazione, telecamere e piste ciclabili) , dava speranze a spazi decadenti come la zona Ex Enofila e a scuole di poter progettare in futuro non con problemi di spazio (Piazza Leonardo da Vinci). Il Progetto è finito nei non finanziati per carenza di fondi, per la posizione in classifica. Alle nostre numerose domande su Pinqua nessuna risposta nei Consigli Comunali passati, Pinqua è sparito dal radar, ma che fine farà, che certezze per le realtà coinvolte? Perchè annunciare senza la certezza del finanziamento. Ci si è abituati all’annuncio, all’uscita sui giornali, in annunci messianici di sindaco e Giunta, forse per loro aiutano a vivere meglio e ad avere speranza nel futuro, ma basta passare davanti al Trovamici chiuso coi giochini abbandonati, agli scheletri dei palazzi popolari ATC di Via Ungaretti, alla parte fatiscente dello Spazio Vinci, che contrasta con la parte tecnologicamente avanzata della scuola, basta fare un giro nei due quartieri e gli annunci di luglio non bastano. Ora chiediamo certezze per quelle problematiche inevase.
Nell’ambito del ‘percorso di ascolto’ svolto nel pomeriggio di ieri con il candidato sindaco Paolo Crivelli (CLICCA QUI per rileggere l’articolo), i consiglieri di minoranza che lo hanno accompagnato hanno appreso da alcuni librai che il Comune non ha ancora provveduto a pagare la fornitura dei testi scolastici alle librerie che li hanno forniti.
Obbligando di fatto le librerie – che hanno provveduto a inviare all’Ente le cedole librarie nei tempi previsti e hanno provveduto al pagamento alle case editrici dei testi forniti – a “anticipare” al Comune ingenti somme per le forniture dei testi.
Di conseguenza, i consiglieri Angela Quaglia, Luciano Sutera, Maria Ferlisi, Mauro Bosia e Mario Malandrone hanno firmato un’interpellanza urgente con la quale chiedono al sindaco:
A quanto ammonta il debito del Comune relativamente ai testi scolastici;
Per quali ragioni i tempi di pagamento si sono stati così dilatati;
Qual è oggi il tempo medio di pagamento dei fornitori
Le ultime notizie relative ai finanziamenti pervenuti al Comune per scuole, alloggi comunali ecc. ci hanno indotti a richiedere alcuni dati per fare chiarezza una volta per tutte. L’interpellanza ( a risposta scritta) punta ad avere una “fotografia” dell’attuale situazione scolastica nella nostra città. L’esigenza è quella di sapere in quali condizioni si trovino oggi le scuole della città: per questo chiediamo quali scuole dispongono di certificazione sismica, di certificazione prevenzione incendi e quali siano state adeguate alle normative sul superamento delle barriere architettoniche.
Parafrasando Gaber e la sua canzone ” C’è un’aria”, potremmo dire che ad Asti c’è un’aria che manca l’aria…Eppure la foto dell’ex Assessore Berzano e del Sindaco con i “semafori antismog” all’ingresso della città sembravano più poetiche della triste realtà dell’Aria astigiana.
I “semafori antismog” certo sono utili per rendere maggiormente tempestive le comunicazioni alla cittadinanza (in realtà agli automobilisti in ingresso) sul grado di inquinamento dell’aria eppure oltre alla novità della segnalazione dello stato dell’inquinamento a chi entra in città, sullo stato dell’aria in questo dicembre ha fatto più rumore il silenzio assordante rispetto ai dati emergenziali.
Nonostante il sistema di allerta con cui il Sindaco ci avverte delle Casette di Babbo Natale e di tutte le novità in città, oltre che delle problematiche meteo, sulla qualità dell’aria e di misure adeguate per i cittadini per tutelare la salute “tace il telefono”. Forse perchè avrebbe dovuto raccontare agli astigiani un’amara realtà: lo stato in cui versa l’aria.
Son passati anni ma al Movicentro nulla si muove. Eppure nel 2018 già segnaliammo i disagi del Movicentro, la minoranza ha evidenziato a più riprese la problematica della sala d’attesa chiusa, della sicurezza e delle pulizie. Eppure a distanza di tre anni la sala continua a essere chiusa: ci diranno per il Covid, ma non è così in altre città.
A distanza di 4 anni e mezzo dall’insediamento dell’attuale Giunta, sono tante le voci dei cittadini che si lamentano dello stato di abbandono in cui versano le frazioni.
Il neo assessore Ferrero ha dichiarato : “Nelle frazioni ci sono quasi 20mila cittadini ed è un territorio dove ci sono 360 km di strade Quindi bisogna quasi raddoppiare per i fossi, per la segnaletica e altre problematiche quindi è quasi una città”. Il neoassessore conviene quindi con ciò che dicevamo da tempo sulle frazioni, peccato che con la sua super delega da consigliere non sia stato fatto molto in questi 4 anni e mezzo di mandato della sua amministrazione.
Ci chiamiamo “Ambiente Asti” e spesso in maggioranza ci hanno scambiati per esperti di giardini, ma noi ci occupiamo di diritti, sociale, partecipazione della cittadinanza, scuola, lavoro e futuro e visione della città.
Perchè consideriamo una città un tessuto ecologico connesso, un ambiente da valorizzare e dove vincere il degrado. Quando però un intervento è poco sensato, è chiaro che i cittadini ci interpellino.
Al sindaco e assessori competenti Interrogazione urgente :“Viatosto, Valmanera, dopo la lettera dei cittadini quali azioni sono state intraprese?” Premesso che ● a luglio 2021 ricevevamo in copia una lettera dei volontari del territorio di Viatosto e Valmanera ● per correttezza, come minoranza abbiamo potuto interloquire con i cittadini, ma ci è sembrato giusto aspettare almeno 60 giorni per verificare se l’Amministrazione ha dato seguito a azioni relative alle problematiche da loro segnalate
Tavolo tecnico per il piano e il regolamento del verde di Asti, c’è un odg della minoranza frutto di lavoro con tecnici e associazioni.
Perchè il Sindaco non riesce a dire grazie? Molto felici, abbiamo presentato almeno 8/10 interrogazioni, un ordine del giorno (proposta) con progetto integrale, a ogni bilancio abbiamo chiesto e fatto proposte in tal senso Prima le ha fatte il nostro candidato sindaco e consigliere Beppe Rovera e poi Mario Malandrone (quando gli è subentrato), nel suo intervento la consigliera Bosia che lasciò il posto a Malandrone spiegò nei dettagli proposte in tal senso di cosa fare sul verde ad ASTI. In questi casi ci si aspetta che un Sindaco dica che dalla minoranza sono arrivate richieste e proposte….oppure il galateo politico è scomparso? O può valere solo in casi di possibili alleanze future?