Nel Consiglio Comunale del 10 marzo, si è discusso di Pinqua.
Nella risposta data dall’amministrazione si è ripercorsa la vicenda dei due progetti sulla qualità dell’abitare. Prima finanziabili, poi successivamente messi nei progetti accettati e non finanziati.
L’amministrazione ci ha spiegato ciò che già dicevamo, che erano stati annunciati interventi, che per ora non saranno finanziati.
Per la maggior parte degli stati europei, il verde rappresenta una delle leve strategiche per la qualità della vita nelle aree urbane, nel nostro paese esso assume spesso un ruolo marginale. Asti ha perso in questo senso negli ultimi anni una ricchezza incredibile per la vivibilità di ogni cittadino.
Di Elena Berta
I Giardini pubblici – Parco della Resistenza
Il modo migliore di trattare le questioni ambientali è quello di assicurare la partecipazione di tutti i cittadini interessati, ai diversi livelli. Al livello nazionale, ciascun individuo avrà adeguato accesso alle informazioni concernenti l’ambiente in possesso delle pubbliche autorità…… ed avrà la possibilità di partecipare ai processi decisionali
Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo Sviluppo, giugno 1992
Asti
151,8 km² di superficie
75.000 abitanti (circa)
territorio collinare
Nonostante il “verde urbano” abbia funzioni importantissime, universalmente riconosciute, da quella ecologica, ambientale a quella igienico – sanitaria e protettiva, da quella sociale e ricreativa, a quella culturale e didattica e non da ultima, quella economica, (basti pensare al più alto valore che assumono le costruzioni realizzate in aree a verde) gli strumenti di pianificazione – soprattutto a livello comunale – lo considerano un elemento trascurabile nei processi di programmazione territoriale utilizzato unicamente per soddisfare standard urbanistici mentre la questione della “forestazione urbana” dovrebbe stare al centro dell’azione politica quale leva per il miglioramento della qualità della vita nelle aree urbane.
Che cos’è il Piano del Verde
Il Piano del Verde è uno strumento di pianificazione di settore, integrativo dello Strumento urbanistico generale che, partendo dall’analisi dettagliata del patrimonio verde del comune, ne definisce lo sviluppo quantitativo e qualitativo nel medio e lungo periodo, anche in previsione della futura trasformazione urbanistica – territoriale.
Viene adottato e approvato con delibera del Consiglio comunale e normalmente si compone di:
● Censimento del Verde urbano ● Regolamento del Verde urbano ● Individuazione della Rete ecologica ● Gestione del rischio di cedimento ● Pubblicazione del bilancio arboreo ● Sviluppo e/o gestione degli spazi verdi urbani ● Siti della Rete Natura 2000, Aree naturali protette, Parchi agricoli
Censimento del Verde urbano
L’amministrazione comunale, allo scopo di programmare ed effettuare una razionale manutenzione del patrimonio del verde predispone un Censimento che consiste in una mappatura georeferenziata delle aree e degli elementi del verde urbano che comprende: –censimento e classificazione degli alberi, arbusti e siepi esistenti in aree comunali di proprietà pubblica, – mappatura georeferenziata delle aree e degli elementi del verde urbano classificati come: a) Verde attrezzato: piccoli parchi e giardini di quartiere con giochi per bambini, aree cani, panchine o altre infrastrutture destinate alla fruizione b) Aree di arredo urbano: aree verdi permeabili/non asfaltate create per fini estetici e/o funzionali es: piste ciclabili sterrate, rotonde stradali, verde spartitraffico e comunque pertinente alla viabilità.
c) Forestazione urbana: (aree precedentemente libere e incolte, in gran parte ad uso agricolo, che per estensione e ubicazione sono state destinate alla crescita di veri e propri nuovi boschi urbani periurbani a sviluppo naturale all’interno dei confini comunali.
d) Giardini scolastici comunali: verde di pertinenza dei plessi scolastici entro i confini comunali e) Orti botanici f) Orti urbani: piccoli appezzamenti di terra di proprietà comunale da adibire alla coltivazione ad uso domestico, impianto di orti e giardinaggio ricreativo, assegnati in comodato ai cittadini richiedenti g) Giardini zoologici h) Cimiteri i) Aree sportive all’aperto e aree all’aperto a servizio ludico ricreativo j) Aree boschive: si considera bosco un territorio con copertura arborea superiore al 10 per cento, su un’estensione maggiore di 5.000 metri quadrati e con alberi alti, a maturità, almeno 5 metri. k) Verde incolto: aree verdi in ambito urbanizzato di qualsiasi dimensione all’interno dei confini comunali non soggette a coltivazione o ad altra attività agricola ricorrente o a sistemazioni agrarie, per le quali la vegetazione spontanea non sia soggetta a manutenzioni programmate e controllo.
Nel caso specifico il Comune di Asti dispone già di questo elemento redatto con software GINVE
Esempio di censimento di alberi georeferenziati – Parco della Resistenza Asti
Regolamento del Verde urbano
Il Regolamento del Verde comprende una serie di prescrizioni specifiche e norme, soprattutto tecnico-agronomiche, per la tutela, manutenzione e fruizione del verde, pubblico e privato, presente sul territorio comunale, nonché indirizzi progettuali per aree verdi di futura realizzazione. Viene approvato con delibera di Giunta e ratificato con delibera del Consiglio comunale.
Individuazione della Rete ecologica
Il Comune individua una Rete ecologica nell’ambito della Pianificazione urbanistica comunale (o di area vasta che include il territorio comunale), Per Rete ecologica si intende una rete fisica di aree naturali frammentate di rilevante interesse ambientale- paesistico collegate da corridoi ecologici, quali corsi d’acqua, fasce boscate ecc
Gestione del rischio di cedimento degli alberi
Il Comune adotta uno specifico piano per la gestione del rischio di cedimento delle alberature relativo al proprio territorio comunale con particolare riferimento alle alberate stradali. Per adozione di misure/strumenti si intendono tutte quelle forme di pianificazione orientate alla gestione del rischio di cedimento delle alberature attraverso la definizione del contesto di possibile rischio, l’identificazione e la valutazione del rischio anche con l’utilizzo di metodologie quali il Visual Tree Assesment (VTA), la scelta degli interventi di mitigazione del rischio e controllo sugli interventi di mitigazione.” Il Visual Tree Assesment (VTA), ”si basa sulla identificazione degli eventuali sintomi esterni che l’albero evidenzia in presenza di anomalie a carico del legno interno; anche laddove non esistano cavità o evidenze macroscopiche del decadimento in corso (ad esempio, funghi che si sviluppano sui tessuti legnosi) è possibile, attraverso il riconoscimento di tali sintomi, cogliere il segnale della presenza di difetti meccanici e fisici all’interno dell’albero. Se vengono individuati dei sintomi di difetto, questi devono essere confermati da metodi di analisi approfonditi e devono poi essere dimensionati. Così, alberi sani vengono esaminati in modo non distruttivo, e solo se i sospetti vengono confermati si procede ad un’indagine più approfondita dell’albero”
I risultati degli esami strumentali dovranno essere inseriti nelle note di ogni esemplare sul precedente inventario
Anche in questo caso il Comune di Asti dispone di parecchi dati già acquisiti negli anni ai quali è stato dato seguito con idonei interventi agronomici
Pubblicazione del Bilancio arboreo
Il Bilancio arboreo è reso noto dal Sindaco indicando il rapporto tra il numero degli alberi piantati in aree urbane di proprietà pubblica rispettivamente al principio e al termine del proprio mandato, dando conto dello stato di consistenza e manutenzione delle aree verdi di competenza. LEGGE 14 gennaio 2013, n. 10 Norme per lo sviluppo degli spazi verdi urbani.
Sviluppo e/o gestione degli spazi verdi urbani
Il Comune attua altre misure specifiche per lo sviluppo e/o la gestione degli spazi verdi urbani anche tramite l’incentivazione dell’iniziativa dei privati quali ad esempio: a) Rinverdimento di aree oggetto di nuova edificazione o di significativa ristrutturazione edilizia b) Incremento, conservazione e tutela del patrimonio arboreo nelle aree scoperte di pertinenza degli edifici esistenti c) Trasformazione di lastrici solari in giardini pensili d) Rinverdimento delle pareti degli edifici verticale e/o verde pensile e) Attribuzione della manutenzione di spazi verdi a cittadini e/o ad associazioni in forma gratuita (es: sponsorizzazioni in cambio di pubblicità con cartellonistica o altro..) f) Baratto amministrativo (art. 24 Dl n° 133/2014)
Siti della Rete Natura 2000, Aree naturali protette, Parchi agricoli – Aree tutelate per legge
Il Comune partecipa per quanto di competenza alla gestione delle aree verdi tutelate per legge quali Siti della Rete Natura 2000, Aree naturali protette e aree tutelate dal Codice dei beni culturali. La Rete Natura 2000 è una rete ecologica istituita per il territorio dell’Unione Europea ai sensi della Direttiva 92/43/CEE “Habitat” per la conservazione della biodiversità e per garantire il mantenimento a lungo termine degli habitat naturali e delle specie di flora e fauna minacciati o rari a livello comunitario.
Comprende due tipologie di aree, i Siti di Importanza Comunitaria – Sic, ovvero le zone speciali di conservazione degli habitat naturali e semi naturali e della flora e della fauna selvatica identificati dagli Stati Membri ai sensi della Direttiva 92/43/Cee e del regolamento di attuazione DPR 8 settembre 1997 n.357, e le Zone di Protezione Speciale – Zps, istituite ai sensi della Direttiva “Uccelli” 79/409/Cee e successiva Direttiva 147/2009/Cee. Aree naturali protette: definite all’art. 3 della Legge Quadro sulle Aree Protette (Legge 6 dicembre 1991, n. 394) che includono le seguenti tipologie di aree a gestione pubblica: parchi nazionali; parchi naturali regionali e interregionali; riserve naturali; zone umide di interesse internazionale; altre aree naturali protette che non rientrano nelle precedenti classi (oasi, parchi suburbani, aree naturali protette di interesse locale o provinciale etc.), istituite con leggi regionali o provvedimenti equivalenti e aree della rete Natura 2000 (Siti di importanza comunitaria e Zone a protezione speciale, istituite per preservare gli habitat naturali della flora e della fauna selvatica). Il Codice dei beni culturali (DLgs 42/2004), tutela il verde storico, cioè le ville, giardini e parchi che abbiano interesse artistico, storico, paesaggistico che si distinguono per la non comune bellezza, e gli alberi monumentali.
Nel caso specifico ad Asti risulta censito dall’IPLA come albero monumentale soltanto il Platano sito nel giardino di Palazzo Alfieri nonostante altri esemplari siano stati, a suo tempo, segnalati.
Infine si ricorda la Dichiarazione di Rio sull’Ambiente e lo Sviluppo del giugno 1992, in cui al Principio n. 10 dice “Il modo migliore di trattare le questioni ambientali è quello di assicurare la partecipazione di tutti i cittadini interessati, ai diversi livelli. Al livello nazionale, ciascun individuo avrà adeguato accesso alle informazioni concernenti l’ambiente in possesso delle pubbliche autorità…… ed avrà la possibilità di partecipare ai processi decisionali”
Intendendo quindi che, all’eventuale stesura del Piano, sarà buona cosa rendere partecipi tutti i cittadini sia singoli sia attraverso le associazioni presenti sul territorio interessato nonché professionisti delle diverse discipline coinvolte quali Urbanisti, Architetti, Agronomi, Geologi, Giuristi, Sanitari, esperti in mobilità, ecc. Per ulteriori e più precise linee guida è possibile consultare il seguente link https://www.minambiente.it/sites/default/files/archivio/allegati/comitato%20verde%20pubblico/linee_guida_finale_25_maggio_17.pdf
Sabato 5 febbraio Paolo Crivelli, candidato a sindaco della coalizione di centro sinistra, inizierà i suoi percorsi di ascolto sulla città: visite e incontri toccheranno in questi mesi il centro, le periferie e le frazioni al fine di acquisire direttamente dai cittadini informazioni, conoscenze, problematiche, suggerimenti e confrontarsi con loro sulle soluzioni.
Il primo percorso, sabato 5, sarà dedicato in particolare allo stato del commercio nel centro cittadino, accogliendo in questo modo il diretto sollecito degli operatori pervenuto a Crivelli dopo la conferenza stampa del 22 gennaio sulla sua candidatura a Sindaco.
Si partirà alle 16 da corso Alfieri, davanti al Complesso del Battistero di San Pietro, per poi percorrere l’asse est-ovest della città e vie adiacenti.
Crivelli sarà accompagnato dai Consiglieri Comunali dei Gruppi di opposizione che sostengono la sua candidatura.
Gli organi di informazione sono invitati a partecipare.
Nella foto, negozi chiusi nella parte terminale di corso Alfieri verso piazza Torino.
È tempo di elezioni ad Asti, a breve si sceglierà quale sindaco, e con quale maggioranza, la città dovrà essere governata. Ci siamo messi in gioco giusto la scorsa tornata di votazioni: con un nostro simbolo (Ambiente Asti), una nostra lista, un nostro candidato, il giornalista Beppe Rovera, una vita in Rai a indagare di ambiente e nuovi modelli di sviluppo compatibili con i cambiamenti climatici in atto.
L’obiettivo raggiunto
Avevamo inseguito il progetto di un fronte unico progressista da opporre all’esercito (oltre 300 candidati sparsi in liste a sostegno di Maurizio Rasero) della destra. Non ci riuscimmo per un pelo, per via delle antiche diffidenze e ruggini tra espressioni della sinistra; ma il cammino intrapreso ha portato adesso all’obiettivo raggiunto di una alleanza ampia, un programma di politiche condivise, un solo candidato alla carica di Primo cittadino.
Lo abbiamo analizzato insieme, come ambiente Asti, questo bilancio che vorrebbe disegnare lo sviluppo della città e dei suoi dintorni da qui al 2020. Abbiamo passato in rassegna schede, piano delle alienazioni e delle valorizzazioni, degli investimenti ed opere pubbliche, confrontato cifre…
E ci siamo fatti l’opinione che, al di là dello sforzo di far quadrare i conti attingendo da casse sempre meno pingui, non si tratteggi una vera politica di futuro, non si delinei una strategia visionaria, di consolidamento economico, ma anche di progettazione e proiezione a fronte di un bisogno ormai irrimandabile di ripresa a tutto campo: per dare occupazione, attrarre imprenditoria, definire finalmente la vocazione di un territorio che è cerniera tra turismo e viticoltura di qualità, perno nei collegamenti soprattutto merci tra il retro porto di Genova e l’Europa del nord, punto di attrazione per le risorse naturalistiche, artistiche, architettoniche.